Secondo il report “Il prezzo della dipendenza” diffuso da Legambiente, l’Italia risulta tra i Paesi europei più vulnerabili in ambito energetico per la forte dipendenza da fonti fossili e per l’elevato costo delle bollette. L’associazione ambientalista evidenzia come il 95% del gas e il 91% del petrolio consumati in Italia provengano dall’estero. I principali fornitori di gas sono Algeria (23.267 milioni di metri cubi importati nel 2024) e Azerbaigian (10.314 milioni), che insieme rappresentano oltre la metà della domanda nazionale. Seguono Qatar, Russia, Libia e Stati Uniti come ulteriori Paesi fornitori. Diversi di questi paesi sono coinvolti in conflitti o presentano bassi standard sul rispetto dei diritti umani. Il sistema elettrico italiano si basa quasi per il 50% sul gas, mentre l’incremento nella produzione da fonti rinnovabili negli ultimi cinque anni è stato solo del 10%, contro il 41,9% della Spagna. Oltre 1.700 progetti di energia pulita sono attualmente bloccati presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Sul fronte delle tariffe, tra gennaio e aprile 2026 l’Italia ha registrato il prezzo medio all’ingrosso più alto tra i paesi esaminati da Legambiente, con 130,5 euro al MWh, superando Germania, Olanda e Francia, mentre la Spagna si posiziona come il paese più conveniente con 42,5 euro al MWh. In risposta, Legambiente ha indirizzato al Governo Meloni un pacchetto di 15 proposte per accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.