L’Europa sta vivendo un’intensa ondata di caldo, con 193 milioni di persone colpite da afa e temperature estreme. In Danimarca si è registrato il record storico di 36,6 gradi a Odense, mentre in Italia le alte temperature potrebbero aver causato la morte di un turista di 82 anni a Marina di Grosseto, colto da malore in spiaggia. In Alto Adige, a Bolzano, si è verificata la notte di giugno più calda dal 1956, con temperature notturne mai scese sotto i 25,4 gradi. In Sardegna, nelle zone interne, si sono raggiunti i 40-41 gradi. Le conseguenze del caldo si fanno sentire anche sui servizi: a Genova è stato sospeso l’ascensore panoramico del Bigo, privo di aria condizionata, e a Bergamo è stato annullato un concerto di Loredana Bertè. Gravi i disagi negli ospedali, come a Modena, dove nel reparto di Medicina Interna d’Urgenza sono stati registrati 29 gradi, e nei musei fiorentini dove, secondo Cgil e Uil, le temperature risultano insostenibili. In Francia, le marce pride di Parigi e Lione sono state annullate, mentre in Germania l’ondata di calore interessa 75 milioni di persone. Secondo un’analisi dell’Economist, in tre giorni tra il 24 e il 26 giugno, l’ondata di calore potrebbe causare fino a 12.000 morti in eccesso in Europa. Lo studio, elaborato su dati di 854 città, evidenzia che il rischio è influenzato sia dalle temperature assolute che dalle anomalie locali e dalla struttura urbana: ad esempio, a Parigi si prevede un aumento potenziale della mortalità del 300%, a Londra del 200%, a Milano del 170% e a Roma leggermente sopra il 100%. L’incremento della mortalità sarebbe legato anche al fatto che né le persone né gli edifici sono adeguatamente preparati a simili condizioni. Dal punto di vista economico, l’associazione Assoutenti stima che le famiglie possano arrivare a spendere fino a 600 euro al mese in più per rinfrescarsi tramite condizionatori, un maggior consumo d’acqua e prodotti refrigeranti come gelati.
L’emergenza caldo per 193 milioni di europei, il picco lunedì
