Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, ha risposto alle critiche riguardo l’iniziativa che prevede l’uso flessibile dei fondi europei per affrontare la crisi energetica. Fitto ha sottolineato che non esiste alcun obbligo imposto da Bruxelles e che spetta a Stati e Regioni decidere secondo le necessità dei territori. In una lettera ai ministri della coesione dei paesi membri, Fitto ha indicato la possibilità di utilizzare il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta per sostenere cittadini e imprese contro il caro energia. Fitto ha espresso la disponibilità della Commissione a collaborare rapidamente con gli Stati su possibili revisioni ai programmi attuali e l’intenzione di inviare una comunicazione simile anche alle Regioni.
La presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, ha però criticato la proposta, affermando che la crisi energetica è reale ma la soluzione proposta non è efficace, perché i fondi di coesione sono già stati impegnati e non dovrebbero essere considerati come una risorsa di emergenza. Tutto ha evidenziato il ruolo della politica di coesione nella sostenibilità energetica delle regioni, ma ha ironizzato sul rischio di considerare questi fondi soltanto come un “bancomat”, definendolo un sollievo temporaneo che non risolve il problema degli investimenti a lungo termine.
