Nonostante i dazi statunitensi e una situazione geopolitica instabile, l’economia europea mostra segnali positivi, con l’Italia che si distingue per una crescita superiore alle attese: +0,7% nel 2025, a fronte dell’1,5% dell’Eurozona. L’agenzia di rating S&P ha confermato il giudizio sull’Italia a BBB+ e ha migliorato l’outlook da stabile a positivo, riconoscendo che il risanamento dei conti pubblici procede secondo i piani. Le previsioni indicano una progressiva riduzione del deficit, che potrebbe scendere al 2,9% del PIL nel 2026 e al 2,7% entro il 2029, mentre il debito, stimato al 136% nel 2025, dovrebbe iniziare a calare dal 2028. Il PIL italiano dovrebbe stabilizzarsi intorno allo 0,8% nel biennio 2027-2028. Dal punto di vista politico, S&P segnala che la competizione in vista delle elezioni del 2027 potrebbe frenare l’attuazione di riforme strutturali.
Secondo le stime Istat, nel quarto trimestre del 2025 la crescita è stata dello 0,3%, superando le previsioni governative fissate allo 0,5% per l’intero anno. Anche la crescita acquisita per l’inizio del 2026 è positiva, pari allo 0,3%. Questi risultati, insieme a una politica di bilancio prudente e a uno spread stabile a circa 60 punti base, potrebbero favorire ulteriori miglioramenti del rating. Le stime sono considerate provvisorie e segnano un dato positivo per la domanda interna, sostenuta anche dagli investimenti legati al Pnrr e dai consumi in ripresa. A dicembre 2025 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il valore più basso al 5,6% e il potere d’acquisto delle famiglie si sta progressivamente riprendendo dopo lo shock inflazionistico degli anni 2022-2023.
Resta negativo invece il contributo della domanda estera netta, anche a causa dei dazi USA che pesano sull’export. Secondo il Centro studi Confindustria, le prospettive per l’export restano deboli per la fine dell’anno, a causa delle tensioni internazionali che impediscono un pieno rilancio delle filiere. La crescita dell’Italia nell’ultimo trimestre è in linea con quella dell’Eurozona e della Germania, entrambe a +0,3%, leggermente superiore alle stime. Tuttavia, in Germania la crescita annua resta bassa (+0,2%), mentre l’Eurozona mostra risultati migliori (+1,5% nel 2025, +1,6% nell’UE a 28). La Spagna guida la ripresa europea con una crescita trimestrale dello 0,8% e annua del 2,8%, superando perfino gli USA. Francia, Portogallo, Finlandia, Olanda e Lituania registrano tassi di crescita positivi, seppure differenziati. Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato i progressi in Italia, mentre si attende che la BCE mantenga fermi i tassi d’interesse, pronta a intervenire in caso di nuove turbolenze internazionali.
