Nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario nella Aula Magna della Cassazione, si è svolto un confronto acceso tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e i vertici della magistratura, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il primo presidente della Suprema Corte, Pasquale D’Ascola, ha ribadito l’importanza dell’indipendenza della giurisdizione e la necessità di un clima di rispetto e collaborazione tra le istituzioni, per evitare che la società percepisca i magistrati come facilmente influenzabili. Il Procuratore Generale, Pietro Gaeta, ha denunciato che il conflitto tra politica e magistratura ha raggiunto livelli preoccupanti e ha auspicato un dibattito basato sul dialogo costruttivo. Il ministro Nordio ha rigettato con decisione le accuse secondo cui la riforma della giustizia potrebbe intaccare l’autonomia della magistratura, definendo tali affermazioni una ‘blasfema’ distorsione della realtà e dell’etica politica. Ha inoltre assicurato che, dopo il referendum di marzo, il governo rispetterà l’esito popolare e, in caso di approvazione della riforma, si impegnerà in un confronto con magistratura, accademici e avvocati per definire le relative norme attuative. L’Associazione nazionale magistrati, per voce del presidente Cesare Parodi, ha espresso disappunto per i toni utilizzati dal ministro, rivendicando il diritto della magistratura a esprimere opinioni fondate. Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, ha infine ricordato che lo scontro e la delegittimazione reciproca tra le istituzioni rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle stesse.
Muro contro muro tra le toghe e il governo davanti a Mattarella
