Emmanuel Macron ha espresso forti critiche verso la politica estera degli Stati Uniti guidati da Donald Trump, accusandoli di manifestare «nuovo colonialismo e nuovo imperialismo» nelle relazioni internazionali. Durante un incontro annuale con gli ambasciatori francesi, il presidente francese ha rimarcato che gli Stati Uniti si stanno progressivamente allontanando dagli alleati europei e si stanno distaccando dalle regole internazionali, mostrando secondo lui un’aggressività neocoloniale.
Negli ultimi giorni Macron era stato accusato di non aver condannato subito l’operazione americana in Venezuela. Tuttavia, di recente all’Eliseo il presidente francese ha sottolineato l’importanza della collaborazione sulla crisi ucraina, ricordando la firma di una dichiarazione congiunta anche con rappresentanti statunitensi.
Nel suo discorso Macron ha rilanciato l’idea di un multilateralismo efficace e ha invitato le grandi potenze mondiali, inclusi i paesi emergenti del BRICS, a collaborare per una riforma della governance globale, compresa l’ONU. Ha ribadito il rifiuto di ogni forma di neo-colonialismo e vassallaggio e ha rivendicato i risultati ottenuti dall’Europa e dalla Francia verso una maggiore autonomia strategica, riducendo la dipendenza sia dagli Stati Uniti che dalla Cina.
Macron ha fatto riferimento anche all’attualità, come l’operazione USA in Venezuela e l’interessamento di Trump per la Groenlandia, lamentando la tendenza delle grandi potenze a spartirsi il mondo. Agli ambasciatori francesi ha raccomandato di non limitarsi ad essere semplici osservatori, ma di agire nella diplomazia internazionale.
Nella stessa giornata, dalla Germania, il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha messo in guardia contro un mondo dominato dai più forti e ha criticato la perdita dei valori anche da parte degli Stati Uniti, citando l’invasione russa in Ucraina come esempio delle tensioni globali.
