Barcellona sta adottando misure rigorose contro l’overtourism. La città, che nel 2025 ha raggiunto i 15,7 milioni di visitatori, sta fissando come soglia massima accettabile i 16 milioni di turisti. Le autorità locali hanno già imposto una moratoria sulla costruzione di nuovi hotel dal 2017 e, dal 1° aprile, hanno quasi raddoppiato la tassa di soggiorno per gli ospiti degli hotel, con tariffe che ora variano da 10 a 17 dollari per notte a persona.
Particolare attenzione è rivolta ai passeggeri delle crociere. Secondo fonti ufficiali, i crocieristi che restano a Barcellona meno di 12 ore potrebbero presto pagare fino a 30 euro in tasse, quasi triplicando la tariffa precedente di 8 euro. Il sindaco Jaume Collboni ha proposto di aumentare anche la tassa per i pernottamenti delle crociere a 8 euro a notte, rispetto ai 4,65 precedenti.
Queste decisioni arrivano a seguito di diffuse proteste dei residenti, che lamentano l’aumento degli affitti, la saturazione dei trasporti pubblici e il sovraffollamento dei quartieri storici. Durante le manifestazioni, alcune persone hanno simbolicamente spruzzato d’acqua i turisti e mostrato cartelli che chiedevano il ridimensionamento del turismo e una riorganizzazione dell’economia locale.
Per le istituzioni cittadine, le nuove regole non sono antis-turistiche ma puntano ad attrarre visitatori interessati ad attività culturali e congressuali. L’obiettivo dichiarato è garantire che la qualità della vita dei residenti resti prioritaria e che il tessuto urbano non sia dominato esclusivamente da attività dedicate ai turisti.
