Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la FIGC sembra orientata a scegliere Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della nazionale di calcio italiana. Prima della nomina ufficiale, Pirlo dovrà risolvere alcune questioni contrattuali, tra cui la fine del rapporto con la squadra FC United di Dubai e l’interruzione del ruolo di ambasciatore per la società di scommesse russa Fonbet. Questa collaborazione ha suscitato critiche dal fronte politico: da una parte il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova, che auspica l’abbandono di tale incarico; dall’altra la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, convinta che sia stato un errore offrire l’immagine a un’azienda legata alla Russia di Putin e che la scelta della FIGC sia discutibile.

Le reazioni sono contrastanti anche per quanto riguarda la competenza tecnica. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, pur riconoscendo i meriti sportivi di Pirlo da calciatore, manifesta dubbi sulle sue doti da allenatore, definendo la scelta “un salto nel buio” e ricordando precedenti esperienze poco felici con tecnici come Ventura e Gattuso. Il deputato M5S Antonino Iaria interroga sulle ragioni dell’intervento istituzionale della seconda carica dello Stato nella questione sportiva, mentre il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, si mostra prudente, auspicando che Pirlo ottenga i risultati sperati e sottolineando la distanza tra il profilo di Guardiola e quello di Pirlo.

Dal mondo del calcio arrivano invece sostegno e attestati di fiducia. Massimo Oddo, ex compagno di squadra di Pirlo, sottolinea i successi già ottenuti da allenatore alla Juventus e con squadre estere, sostenendo che lui e Paolo Maldini siano le persone adatte per rilanciare la nazionale. Il capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, invita ad avere fiducia nelle scelte della federazione, affermando la sua disponibilità a rispondere a una futura convocazione in azzurro.