La Procura di Gela ha avviato un’indagine contro ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, dopo il recente crollo che ha colpito Niscemi. Il fascicolo, seguito dal procuratore Salvatore Vella e due sostituti, fa seguito a un sopralluogo nella zona rossa. La frana ha causato l’evacuazione urgente di oltre 1.500 persone e interessa un fronte superiore ai 4 km.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato le aree colpite, prima con un sorvolo in elicottero con il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, poi partecipando a una riunione con il sindaco Massimiliano Conti, il prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e altre autorità. Meloni ha assicurato azioni rapide e si è impegnata a tornare a Niscemi, sottolineando che il governo interverrà tempestivamente non appena avrà a disposizione un quadro completo dei danni.

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, parlando a SkyTg24, ha riferito che la stima preliminare dei danni causati anche dal ciclone Harry supera i due miliardi di euro. Ha descritto la situazione come senza precedenti e ha annunciato l’avvio di uno studio per la ricostruzione parziale della zona colpita, lontano dalla frana, con ricerca delle risorse necessarie.

A causa della frana, cinque scuole elementari di Niscemi (Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello) sono state chiuse, mentre restano aperti solo i plessi Mario Gori e Don Milani, situati fuori dall’area a rischio. Gli studenti delle scuole medie Verga e Manzoni non hanno subito interruzioni.

Nel pomeriggio è prevista la visita della viceministra dell’Ambiente Vannia Gava per un sopralluogo e incontri con tecnici e autorità locali. Secondo il capo della Protezione civile, la frana sta mettendo a rischio l’intera collina, con numerosi residenti costretti ad abbandonare definitivamente le proprie abitazioni.