Il Senato degli Stati Uniti ha compiuto un passo decisivo verso l’approvazione della legge ‘Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026’, una proposta che rappresenta l’impegno sostenuto dal defunto senatore Lindsey Graham a difesa della sicurezza internazionale e a supporto dell’Ucraina. Il provvedimento prevede sanzioni obbligatorie contro la leadership politica russa, le istituzioni finanziarie, le aziende energetiche statali e le reti coinvolte nell’elusione delle restrizioni attuali. La legge mira anche a colpire la cosiddetta ‘flotta ombra’ che trasporta petrolio russo, rafforzare i controlli finanziari e sulle esportazioni e introdurre tariffe mirate per scoraggiare i maggiori acquirenti mondiali di energia russa dal sostenere la macchina bellica del Cremlino.
Graham aveva sempre sostenuto che solo misure incisive avrebbero potuto realmente modificare le azioni di Vladimir Putin, poiché secondo la sua visione le mezze misure non sono efficaci contro i regimi autoritari. Dopo oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, la Russia continua a finanziarsi tramite esportazioni energetiche e sofisticati sistemi per aggirare le sanzioni, sfruttando anche la cooperazione di aziende straniere e la complicità di paesi che acquistano energia russa pur condannando l’aggressione. Secondo i sostenitori della legge, ogni transazione non bloccata rappresenta un contributo diretto alle azioni belliche russe.
Uno degli ultimi atti pubblici del senatore Graham è stata la sua visita a Kyiv per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e ribadire il sostegno americano alla popolazione ucraina. La nuova legge, oltre a onorare il suo operato, è presentata come uno strumento concreto per indebolire la capacità della Russia di finanziare il conflitto e, secondo i promotori, potrebbe favorire l’avvio di negoziati per la fine della guerra. Il testo, inoltre, prevede la possibilità per il presidente degli Stati Uniti di sospendere le sanzioni qualora ciò sia nell’interesse nazionale.
