La NASA ha fissato per il 1° aprile la data del lancio della missione Artemis II, che segnerà il ritorno di astronauti in orbita lunare per la prima volta dalla missione Apollo del 1972. Dopo aver completato la Flight Readiness Review, i tecnici procederanno con il trasferimento del razzo verso la rampa di lancio il 19 marzo per le configurazioni finali. La finestra principale per il decollo è fissata per le 18:24 ET del 1° aprile, con un’eventuale data di riserva il 2 aprile.

La missione, della durata prevista di 10 giorni, coinvolge quattro astronauti: gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen. Artemis II vedrà gli astronauti orbitare attorno alla Luna per poi rientrare sulla Terra, raggiungendo così la distanza maggiore mai percorsa da esseri umani nello spazio.

Inizialmente previsto per febbraio, il lancio era stato posticipato per problemi tecnici legati a perdite di carburante e successivamente di elio rilevate durante i test. Il razzo Space Launch System (SLS) era stato quindi riportato al Vehicle Assembly Building per le riparazioni, ormai prossime al completamento.

John Honeycutt, responsabile del team gestionale di Artemis II, ha spiegato che la riuscita della missione, secondo le statistiche storiche sulle nuove tecnologie di lancio, oscilla tra uno su due e uno su cinquanta. Tuttavia, ha specificato che la situazione attuale presenta condizioni migliori rispetto a questi dati, grazie al monitoraggio e alla mitigazione dei rischi.

Lori Glaze, amministratore ad interim della direzione per i sistemi di esplorazione, ha dichiarato che non verranno condotti ulteriori “wet dress rehearsal”, ovvero test di rifornimento completi pre-lancio, per non ridurre le giornate utili nella finestra di aprile.

Il programma Artemis, avviato sotto la presidenza Trump nel 2017, prevede anche le missioni Artemis III, IV e V, in programma entro la fine dell’attuale mandato presidenziale, con l’obiettivo di riportare astronauti sulla superficie lunare nelle prossime fasi.