Un nuovo farmaco, daraxonrasib, mostra segnali promettenti nei primi test clinici per il trattamento del tumore al pancreas. Daraxonrasib, una pillola da assumere quotidianamente, agisce bloccando i segnali tumorali legati al gene RAS, una mutazione presente in oltre il 90% dei tumori pancreatici.
Il Dana-Farber Cancer Institute ha guidato una sperimentazione di fase 1/2 su 168 pazienti con carcinoma pancreatico avanzato già sottoposti ad almeno una chemioterapia. Con la dose di 300 milligrammi, circa il 30% dei partecipanti ha avuto una risposta positiva al trattamento, mentre il 90% ha avuto una riduzione o una stabilizzazione del tumore. Gli effetti collaterali più comuni sono stati eruzioni cutanee, infiammazione della bocca, nausea e diarrea, ma la maggior parte dei pazienti ha tollerato la terapia.
Secondo i ricercatori, daraxonrasib si distingue dai trattamenti precedenti che agivano solo su rare mutazioni RAS, mentre questo nuovo farmaco colpisce le forme più diffuse. Il dottor Brian Wolpin, coordinatore dello studio, ha sottolineato che, pur essendo ancora in fase sperimentale, questi dati indicano un potenziale cambiamento nel trattamento della malattia. Tuttavia, la ricerca non ha incluso un gruppo di controllo e non prova la superiorità rispetto alla chemioterapia tradizionale; sono necessarie ulteriori indagini per confermare i risultati e determinare la migliore combinazione o sequenza terapeutica.
Il farmaco non è ancora una cura definitiva e resta una soluzione sperimentale. Altri esperti, come il dottor Slomovitz del Mount Sinai Medical Center, hanno accolto con favore i risultati della sperimentazione, definendo il potenziale raddoppio dei tempi di sopravvivenza “senza precedenti” per i pazienti già trattati. I dati completi saranno presentati in occasione di un prossimo congresso medico.
