Secondo una revisione pubblicata su Trends in Endocrinology & Metabolism e condotta da ricercatori dell’Università di Barcellona e del CIBER Area for Diabetes and Associated Metabolic Diseases (CIBERDEM) in Spagna, la qualità dei grassi assunti con la dieta può influenzare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. In particolare, i grassi saturi ricchi di acido palmitico – presenti soprattutto in carne, prodotti lattiero-caseari, burro di cacao, olio di palma, margarina, cereali, dolci, prodotti da forno e fast food – possono ostacolare la risposta dell’organismo all’insulina e aumentare il rischio di insulino-resistenza e diabete. L’acido palmitico favorisce infatti l’accumulo di sottoprodotti dannosi, infiammazione, stress ossidativo e disfunzione mitocondriale, che incidono negativamente sulla funzione delle cellule che producono insulina.

Al contrario, i grassi monoinsaturi ricchi di acido oleico – in concentrazioni elevate in alimenti come olio d’oliva, olio di canola, frutta secca, semi di girasole, avocado e anche in alcuni tipi di carne, latte, formaggi e pasta – sembrerebbero offrire una protezione contro la resistenza all’insulina. L’acido oleico può infatti attenuare gli effetti nocivi dell’acido palmitico promuovendo l’accumulo di grassi in forme meno pericolose, mantenendo la funzione mitocondriale e riducendo le infiammazioni.

I dati indicano che la qualità dei grassi, più che la quantità totale assunta, risulta determinante per la salute metabolica e il rischio di diabete. Le conclusioni della revisione supportano raccomandazioni a favore della sostituzione di una parte dei grassi saturi con grassi insaturi tipici della dieta mediterranea (olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi, legumi, verdure, frutta, pesce), limitando invece l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi e in particolare degli alimenti ultra-processati.

I ricercatori sottolineano che tutti gli alimenti apportano una miscela di acidi grassi saturi e insaturi e che le persone consumano cibi complessi piuttosto che acidi grassi isolati. Questo rende difficile valutare il ruolo specifico di ogni acido grasso nella vita reale. Inoltre, molte prove derivano da studi su cellule e animali, oppure da indagini su abitudini alimentari auto-riferite, con possibili limiti di accuratezza.

Il rischio di diabete di tipo 2 si sviluppa nell’arco di molti anni ed è influenzato anche da fattori genetici, ambientali e dallo stile di vita. Gli esperti raccomandano comunque di prediligere alimenti con grassi sani come olio d’oliva, frutta secca e avocado, praticare regolare attività fisica e mantenere un peso corporeo sano.