Due lettere collegate al presunto rapimento di Nancy Guthrie hanno sollevato molte domande circa la loro autenticità. Il dottor Kris Mohandie, psicologo forense, ritiene che le forze dell’ordine abbiano fatto bene a rendere pubbliche le lettere, poiché ciò potrebbe riaccendere l’interesse e portare a nuove segnalazioni. Diversi investigatori ritengono che le richieste di riscatto siano false, mentre altri mantengono un atteggiamento cauto finché la sorte di Guthrie resta sconosciuta.

Mohandie sottolinea che alcuni dettagli contenuti nella prima lettera, come il riferimento a un Apple Watch e una luce di sicurezza danneggiata, non sono necessariamente indizi che provano la conoscenza diretta della scena del crimine. Anche la richiesta insolita di 4 milioni di dollari in Bitcoin e l’uso di email sono ritenuti elementi più riconducibili a un autore abituato alla tecnologia che a un reale rapitore.

Il dottor Mohandie esprime perplessità anche sulla seconda lettera, in cui si affermava che Guthrie era “perita” pochi giorni dopo il presunto sequestro. Secondo lui, è improbabile che un vero criminale usi termini così specifici o rischi di esporsi nuovamente con una comunicazione aggiuntiva.

Le autorità stanno comunque esaminando ogni pista. L’esempio del caso Unabomber viene citato per spiegare l’importanza di rendere pubbliche le comunicazioni nella speranza che qualcuno riconosca tratti distintivi negli scritti. Nel caso in cui le lettere fossero dei falsi, la polizia è intenzionata a identificare il responsabile, come già accaduto per Derrick Callela, che ha inviato richieste di riscatto fasulle e si è dichiarato colpevole.

Secondo Mohandie, il video di sorveglianza diffuso dagli inquirenti rappresenta la prova più rilevante al momento, suggerendo più un furto con scasso che un rapimento pianificato nei dettagli. L’unico sospetto identificato è un uomo di corporatura media, alto circa 175-177 cm, ripreso con uno zaino nero presso l’abitazione di Guthrie. Nancy Guthrie è scomparsa dall’inizio di febbraio 2026, e la famiglia continua a chiedere attenzione pubblica sulla vicenda. La somma totale delle ricompense offerte supera 1,2 milioni di dollari, ma ad oggi nessuno le ha reclamate.