Ospedale o eliporto? La sanità pantesca alla prova della verità

Tagli ai reparti, punto nascita chiuso, cardiologia a intermittenza: Pantelleria non è periferia dell’Italia, è Italia.

A Pantelleria il diritto a curarsi vicino a casa scricchiola. La riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana, il blocco del punto nascita, le carenze specialistiche e la prospettiva di un eliporto come surrogato dell’ospedale toccano libertà, tasche e qualità dei servizi. È il momento di fissare i fatti, leggere gli incentivi e pretendere decisioni coerenti con la dignità dei cittadini.

[I FATTI]

  • Punto nascita. Da anni sull’isola non si nasce più. Il blocco è stato giustificato con gli standard nazionali (Accordo Stato-Regioni 16/12/2010 e DM 70/2015) che fissano soglie minime di attività; la Sicilia ha recepito con propri decreti. Risultato: famiglie costrette a viaggiare per il parto, con costi e rischi aggiuntivi.

  • Rete ospedaliera 2025. In estate è emersa la prospettiva di una rimodulazione con riduzione dei posti letto, soprattutto in chirurgia e ostetricia all’ospedale “B. Nagar”. Il tema è arrivato in Consiglio comunale: preoccupazione trasversale, timore di un declassamento verso un presidio “leggero”.

  • Cardiologia. La copertura è stata a lungo discontinua. Nel 2025 è stato conferito un incarico temporaneo per garantire presenza specialistica, ma la continuità h24 resta un punto critico per un territorio insulare.

  • Oncologia. I pazienti devono spostarsi sulla terraferma per molte prestazioni e terapie, con disagi pesanti in termini economici, logistici e umani.

  • Caso Panseca. La morte dell’artista (fine 2024) per infarto ha acceso i riflettori sull’emergenza-urgenza: i familiari hanno presentato un esposto alla Procura, chiedendo chiarimenti sui tempi e sulle procedure.

  • Eliporto. Avanza il progetto di una nuova elisuperficie in area ospedaliera. Bene per le emergenze, ma cresce il sospetto che si voglia compensare con l’elicottero ciò che si taglia nei reparti.

[ANALISI]
Gli standard centralizzati premiano i volumi, non i territori. La “soglia 500 parti” tutela la sicurezza clinica nei grandi numeri; applicata senza intelligenza a un’isola minore scarica su famiglie e pazienti i costi dell’accesso senza misurabili incrementi della sicurezza: biglietti, alloggi, giorni di lavoro persi, rischi clinici durante i trasferimenti. L’ASP riduce spesa e responsabilità ridimensionando reparti a bassa casistica; i cittadini pagano in tempo, denaro e salute. Effetti collaterali: rinvio delle cure, migrazione sanitaria, sfiducia civica. Le alternative esistono: equipe itineranti e telemedicina h24 in rete con l’hub, fondi “isole minori” per mantenere servizi essenziali in deroga con audit stringenti, partnership con privati accreditati per prestazioni frequenti (diagnostica, day-service oncologico), foresterie e incentivi di permanenza per specialisti, protocolli materno-infantili protetti con trasporti dedicati.

[GIUDIZIO DEL DIRETTORE]
Pantelleria ha bisogno di un ospedale vero, non di un pronto soccorso con eliporto. Le regole servono, ma la legge consente deroghe in aree disagiate: vanno richieste e monitorate, non subite. Il punto nascita merita una valutazione in deroga con modelli di sicurezza realistici; cardiologia e percorsi oncologici devono essere garantiti con continuità, non a finestre temporanee. Chiamare “razionalizzazione” il taglio dei reparti è un eufemismo: il conto, salato, lo pagano i panteschi.

[DOMANDE/APPELLI PUBBLICI]

  1. ASP Trapani e Regione: pubblicate entro 15 giorni gli atti completi della rimodulazione 2025 per il “B. Nagar” (posti letto per disciplina, organici, dotazioni, tempi).

  2. Deroga punto nascita: a che punto è l’iter? Quali protocolli di sicurezza, quali audit, quale volume sostenibile su base annua?

  3. Cardiologia: quanta copertura h24 negli ultimi 24 mesi? Qual è il piano stabile (turni, rete con UTIC ed emodinamica, teleconsulenza ECG)?

  4. Eliporto: come si integra con il 118 senza indebolire i reparti? Indicate KPI verificabili (tempi “porta-eliporto-hub”, esiti clinici) e impegni di spesa pluriennali.

[FONTI]

  • Accordo Stato-Regioni 16/12/2010 (percorso nascita); DM 70/2015 (standard ospedalieri).

  • Decreti regionali di recepimento e riorganizzazione dei punti nascita in Sicilia.

  • Verbali e comunicazioni del Consiglio comunale di Pantelleria (luglio 2025) sulla rete ospedaliera.

  • Atti e comunicati ASP Trapani su copertura cardiologica 2025.

  • Notizie e dichiarazioni dei familiari sul caso Filippo Panseca (fine 2024).

  • Documentazione progettuale su elisuperficie in area ospedaliera.

[NOTA DI TRASPARENZA]
Dati operativi su organici, coperture h24 e indicatori eliporto non risultano pubblicati in modo completo al momento: restano da confermare presso ASP Trapani e Assessorato regionale. Correggeremo e aggiorneremo con data/ora se emergeranno nuovi elementi.

Concludendo: Pantelleria non chiede privilegi, chiede giustizia sanitaria. La bussola della sanità è semplice: dove vivono i cittadini, lì devono esserci le cure. Anche a Pantelleria.

Aurelio Mustacciuoli