Il procuratore federale Neama Rahmani ha sollevato forti preoccupazioni riguardo alla possibilità di ‘nullificazione della giuria’ in vista del processo federale contro Luigi Mangione, definito «probabilmente l’imputato di omicidio più popolare» tra quelli seguiti in 25 anni di carriera. Il timore principale si fonda sull’influenza crescente delle ideologie personali dei giurati, soprattutto dopo il recente processo a Jonathan Rinderknecht, accusato di aver causato intenzionalmente l’incendio delle Palisades, in cui la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto unanime. Su dodici giurati, dieci lo hanno ritenuto non colpevole, mentre due erano contrari. Alcuni giurati hanno motivato l’impasse con l’assenza di prove sufficienti e critiche verso la preparazione delle autorità locali nell’emergenza. Ciò, secondo Rahmani, potrebbe essere un segnale di ‘nullificazione della giuria’, ovvero una decisione basata su convinzioni personali più che sulle evidenze presentate.
Nel caso Mangione, imputato per l’omicidio del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson avvenuto in un hotel di Manhattan a dicembre 2024, la situazione appare ancora più delicata: l’opinione pubblica mostra ampia simpatia nei confronti dell’imputato. Rahmani sottolinea che basta il dissenso di un solo giurato su dodici per evitare una condanna e che sondaggi recenti indicano tra il 10 e il 20% delle persone favorevoli alle ragioni di Mangione. Il rischio è quindi che almeno un componente della giuria possa essere influenzato da simpatie personali per l’imputato, anche a seguito della sua notorietà e del sostegno ricevuto fuori dall’aula.
Rahmani avverte che i procuratori dovranno prestare particolare attenzione durante la selezione della giuria per evitare la presenza di soggetti inclini a parteggiare per Mangione. Tuttavia, anche eliminando queste persone, persiste il pericolo rappresentato dai cosiddetti ‘jurors stealth’, cioè coloro che celano le proprie opinioni per influenzare di nascosto il verdetto.
L’ex procuratore inoltre osserva che l’aumento dei casi di ‘nullificazione della giuria’ è favorito sia dalla crescente polarizzazione sociale sia dall’ampia diffusione delle notizie sui processi grazie ai social media. Questo fenomeno, conclude Rahmani, riguarda oggi una platea più vasta rispetto al passato e complica ulteriormente la gestione dei processi ad alto profilo come quelli a carico di Mangione e Rinderknecht.
