Il Pentagono, attraverso il documento strategico nazionale “Restoring peace through strength for a new golden age of America” pubblicato venerdì, ha annunciato l’intenzione di trasferire una maggior responsabilità alla Corea del Sud nel compito di dissuadere la Corea del Nord. Gli Stati Uniti manterranno un ruolo “più limitato” nella gestione delle minacce nordcoreane. Secondo il documento, la Corea del Sud, grazie alle sue forze armate forti, l’elevata spesa in difesa, l’industria bellica sviluppata e il servizio militare obbligatorio, sarebbe in grado di assumere il compito principale nella deterrenza, con il supporto critico ma circoscritto degli Stati Uniti.
Il testo precisa inoltre che la Corea del Sud ha la volontà di assumere questa responsabilità, data la minaccia diretta posta dal Nord. Questa ridefinizione degli equilibri è presentata come coerente con l’interesse statunitense di aggiornare la propria presenza militare nella Penisola coreana, rafforzando così l’alleanza.
Nel documento, il Pentagono afferma di voler porre fine a politiche di interventismo, lunghi conflitti, cambi di regime e operazioni di ricostruzione nazionale, concentrandosi invece sugli interessi concreti del popolo americano. Non si tratta di isolazionismo, ma di un approccio strategico globale alle minacce. Gli alleati vengono invitati a fare la propria parte, con la promessa di un supporto statunitense quando necessario.
Per quanto riguarda altre aree geografiche, la strategia prevede una particolare attenzione nei confronti della Cina, da dissuadere “attraverso la forza, non la conflittualità”, e identifica la Russia come una minaccia persistente ma gestibile per i membri orientali della NATO. Sul versante iraniano, si ribadisce che non sarà permesso all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.
Nel corso di quest’anno, la Corea del Sud ha aumentato il proprio budget militare del 7,5%, mentre circa 28.500 soldati statunitensi rimangono stanziati nel Paese per contribuire alla difesa contro la minaccia nordcoreana.
