La Guardia di finanza ha intensificato i controlli su tutta la filiera distributiva dei carburanti, a seguito dei recenti rialzi dei prezzi dei prodotti energetici legati all’esplosione della guerra in Medio Oriente. L’iniziativa è stata avviata su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha lanciato un allarme: se il conflitto dovesse proseguire, i paesi del Golfo Persico potrebbero essere costretti a interrompere le esportazioni di energia entro poche settimane, con un conseguente e significativo aumento dei prezzi del petrolio. Al-Kaabi ha dichiarato al Financial Times che questa situazione potrebbe avere forti ripercussioni sull’economia mondiale. Dopo queste dichiarazioni, il prezzo del petrolio ha registrato forti rialzi: il WTI è salito del 4% a 84,22 dollari, mentre il Brent ha raggiunto gli 87,1 dollari. Inoltre, il prezzo del greggio WTI ha superato i 90 dollari al barile e quello del Brent ha toccato i 92 dollari, spinti dalla prosecuzione della guerra. Il petrolio statunitense ha segnato un incremento dell’11,4%, tornato ai livelli di aprile 2024, con un rialzo settimanale superiore al 30%.
Qatar, se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare l’export dell’energia
