La Corte Suprema degli Stati Uniti ha temporaneamente bloccato una legge californiana che vietava l’obbligo automatico di informare i genitori in caso di cambiamento dell’identità di genere o dei pronomi da parte degli studenti nelle scuole. L’ordinanza risponde all’appello urgente di un gruppo legale conservatore, la Thomas More Society, che rappresenta due coppie di genitori cattolici. Questi sostengono che la normativa approvata dal governatore Gavin Newsom nel 2024 induceva le scuole a tenere nascosti ai genitori i percorsi di transizione degli studenti.

Le autorità californiane hanno rivendicato il diritto alla privacy degli studenti, in particolare per coloro che potrebbero temere reazioni negative da parte delle famiglie. Tuttavia, la Corte Suprema, con una maggioranza non firmata, ha stabilito che le politiche statali impongono un peso sulle convinzioni religiose dei genitori riguardo all’educazione dei figli su sesso e genere. Tre giudici di minoranza hanno dissentito, affermando che la causa è ancora in fase di esame nei tribunali inferiori e che non sarebbe stato necessario questo intervento anticipato.

Nel dicembre 2025, un giudice federale aveva già stabilito che alle scuole non può essere vietato di comunicare ai genitori informazioni sull’identità di genere degli studenti, una decisione successivamente sospesa da una corte d’appello.

Nel frattempo, il Dipartimento della Pubblica Istruzione degli Stati Uniti ha dichiarato che la legge californiana viola la normativa federale e ha avvertito che ciò potrebbe mettere a rischio circa 8 miliardi di dollari di finanziamenti scolastici a livello statale. L’amministrazione Trump ha inoltre minacciato altre azioni legali e il blocco dei fondi per le politiche che consentono agli atleti di sesso maschile di competere nelle squadre femminili.