Negli ultimi anni le truffe fiscali negli Stati Uniti si sono evolute rapidamente, sfruttando ogni stagione dichiarativa per proporre nuovi metodi di frode. Dal 2021 si sono verificate truffe legate a sistemi di disoccupazione e sussidi, con criminali che, utilizzando numeri di previdenza sociale rubati, presentavano richieste di benefici a nome delle vittime. Di conseguenza, molti contribuenti hanno ricevuto moduli fiscali per pagamenti mai ottenuti. Anche i rimborsi legati agli stimoli economici sono stati oggetto di furto, con la presentazione fraudolenta di dichiarazioni prima che le vittime potessero inviare la propria. L’IRS ha invitato i cittadini a non dichiarare redditi inesistenti e a contattare le agenzie statali in caso di problemi, raccomandando anche di utilizzare il PIN di protezione d’identità per una sicurezza aggiuntiva.
Nel 2023 si è registrato un aumento delle “ghost preparers”, ovvero preparatori fiscali che compilano dichiarazioni a pagamento senza firmarle né inserire il loro numero identificativo. In molti casi questi operatori hanno gonfiato crediti o inventato redditi per aumentare il rimborso, chiedendo compensi proporzionali all’importo ottenuto. Secondo le regole federali, chi prepara la dichiarazione deve firmarla, altrimenti la responsabilità resta al contribuente.
Nel 2025 si è diffusa sui social media la circolazione di consigli fiscali fuorvianti, spesso tramite brevi video che proponevano l’utilizzo improprio del modulo 4136 (credito per carburante), previsto esclusivamente per attività commerciali e non per veicoli personali. Altri suggerimenti raccomandavano di modificare dati su redditi o trattenute nei software fiscali per aumentare l’eventuale rimborso. L’IRS ha avvertito che ogni contribuente è responsabile dell’esattezza della propria dichiarazione, indipendentemente dalla fonte dei consigli seguiti.
Per il 2026, tra le minacce principali evidenziate dall’IRS figurano le truffe via e-mail e SMS, con tentativi di phishing in cui i malintenzionati si spacciano per l’agenzia fiscale o aziende di servizi fiscali, chiedendo dati bancari o credenziali. L’IRS ricorda che non richiede mai informazioni sensibili tramite e-mail, messaggi o social media.
Per proteggersi, è consigliato monitorare costantemente i propri dati personali e l’attività creditizia, utilizzare solo preparatori fiscali legittimi e prestare attenzione ai messaggi sospetti. Presentare la dichiarazione il prima possibile è un altro metodo utile poiché molti furti di identità si verificano prima dell’invio da parte dei contribuenti reali. In caso di rifiuto della propria dichiarazione a causa di una frode già avvenuta, è necessario compilare il modulo IRS 14039 e, in alcuni casi, inviare la dichiarazione in formato cartaceo affinché l’agenzia possa svolgere le indagini del caso.
