Il presidente Donald Trump ha dato a Teheran un ultimatum di 48 ore per riaprire senza minacce lo Stretto di Hormuz, minacciando attacchi alle centrali elettriche iraniane, a partire dalla più grande, se le richieste non verranno rispettate. Il traffico nello Stretto, punto nevralgico per il transito globale di greggio, risulta fortemente limitato dall’inizio della guerra con l’Iran a marzo. Trump ha descritto la riapertura del passaggio come una manovra militare semplice, sottolineando però la necessità di una significativa presenza navale. Ha criticato la NATO per la sua mancata partecipazione nella riapertura del corridoio, definendo i membri dell’alleanza ‘codardi’ e rimproverando loro di lamentarsi per il prezzo elevato del petrolio senza però intervenire. Parallelamente, oltre 20 paesi – tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada ed Emirati Arabi Uniti – hanno firmato una dichiarazione congiunta esprimendo disponibilità a contribuire alla sicurezza nel passaggio marittimo. I firmatari hanno condannato gli attacchi iraniani a navi commerciali e infrastrutture civili, e chiesto all’Iran di cessare ogni minaccia, utilizzo di mine, attacchi con droni e missili e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza ONU. Negli ultimi giorni, forze statunitensi hanno colpito siti iraniani di missili anti-nave vicino allo Stretto utilizzando bombe bunker-buster, secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti.
Trump gives Iran 48-hour ultimatum to reopen Strait of Hormuz or face strikes on power plants
