Dena Karari, cittadina irano-americana, è stata rilasciata in Iran dopo essere stata detenuta per circa un anno e mezzo. L’avvocato Jared Genser ha confermato il suo rilascio, precisando che Karari era stata accusata di spionaggio per via della sua attività presso la Children of Mehr Foundation, una ONG americana impegnata in iniziative di alfabetizzazione e assistenza per bambini poveri in aree rurali iraniane. Secondo Genser, Karari non è mai stata ufficialmente incarcerata, ma sottoposta a un divieto di espatrio e interrogatori frequenti dalle autorità di sicurezza iraniane, con notevoli sofferenze fisiche e psicologiche.
Il suo rilascio, avvenuto durante un periodo di tensioni militari tra Stati Uniti e Iran, rappresenta il primo caso di liberazione di un americano in Iran dal 2023. L’ex presidente Donald Trump, che ha commentato la vicenda su Truth Social, ha ringraziato le autorità iraniane definendo il gesto come segno di buona volontà.
L’associazione United Against Nuclear Iran evidenzia come in Iran siano spesso detenuti cittadini stranieri o con doppia nazionalità sulla base di accuse generiche, in molti casi utilizzati come strumenti di pressione politica internazionale. Il regime, infatti, non riconosce la doppia cittadinanza e limita di conseguenza il supporto consolare degli Stati Uniti. Secondo fonti citate da Fox News Digital, i detenuti americani ancora presenti in Iran potrebbero essere più di otto, tra cui Kamran Hekmati e Reza Valizadeh, entrambi fermati negli ultimi anni.
Nel settembre 2023, l’ultimo grande scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran aveva portato alla liberazione di cinque americani in cambio dello sblocco di sei miliardi di dollari di fondi congelati.
