Donald Trump e Volodymyr Zelensky si sono incontrati a Mar-a-Lago, dopo una telefonata “costruttiva” tra Trump e Vladimir Putin su possibili sviluppi diplomatici nel conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo Trump, un accordo potrebbe essere vicino nelle prossime settimane, sebbene rimangano “uno o due temi spinosi”, tra cui la questione del Donbass, dove permangono divergenze con Mosca. Un altro nodo riguarda una possibile tregua, su cui Trump ha mostrato comprensione per le posizioni di Putin, ma che, secondo quanto riferito dal Cremlino, rischierebbe solo di estendere il conflitto. La centrale nucleare di Zaporizhzhia resta anch’essa un tema delicato: il leader russo starebbe collaborando con l’Ucraina per riaprire l’impianto, un punto sottolineato da Trump che definisce Putin “molto serio” nel volere la pace.

Sia Trump che Zelensky hanno confermato la volontà di arrivare a un’intesa; il presidente americano suggerisce che si è nelle fasi finali dei negoziati, ma un vertice a tre con Putin appare ancora prematuro. È stato anche accennato un possibile futuro ruolo della Russia nella ricostruzione dell’Ucraina. Durante il colloquio, Trump ha aggiornato i leader europei sullo stato dei negoziati e sulle questioni ancora aperte, annunciando che l’Europa sarà coinvolta nelle garanzie di sicurezza per Kiev e assicurando un accordo “solido” su questo fronte, pur non entrando nei dettagli. Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza della coesione tra partner, mentre Ursula von der Leyen ha ribadito che l’Europa è pronta a lavorare con Ucraina e Stati Uniti per consolidare i progressi ottenuti e fornire sin dall’inizio garanzie di sicurezza solide.

Zelensky, alla sua prima visita a Mar-a-Lago, si è detto pronto a considerare un referendum sulla pace, opzione valutata significativa perché potrebbe implicare aperture su concessioni territoriali. Ha inoltre reso disponibile il paese a nuove elezioni, la prima dal 2019, richieste da Mosca e sostenute da Trump, a patto che sia garantita la sicurezza. Trump ha manifestato apprezzamento per queste aperture e non esclude la possibilità di visitare l’Ucraina o di rivolgersi direttamente al Parlamento di Kiev in relazione al piano di pace. Resta incerta la posizione definitiva di Mosca sul piano in 20 punti proposto da Kiev e Washington. Dopo i passi avanti nei dialoghi tra Trump e Zelensky, ora l’attesa è per le prossime mosse di Putin.