I deputati europei e gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’attuazione delle disposizioni tariffarie dell’intesa commerciale conclusa la scorsa estate con gli Stati Uniti. La conferma è giunta dalla presidenza cipriota dell’UE, che ha spiegato come il Consiglio e il Parlamento europeo abbiano trovato un compromesso dopo lunghe trattative, permettendo al blocco europeo di avvicinarsi alla scadenza prevista per la ratifica dell’accordo siglato a Turnberry tra il presidente statunitense Donald Trump e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.
Il patto commerciale prevede dazi del 15% sulla maggior parte dei prodotti europei, ma la definizione del testo finale era stata oggetto di confronto tra le parti, con la minaccia da parte di Trump di nuove tariffe nel caso in cui l’accordo non venisse ratificato entro il 4 luglio. Parte del negoziato ha riguardato la rimozione di alcune condizioni aggiunte dal Parlamento europeo che Washington considerava inaccettabili. Tra i punti più delicati c’era una clausola di sospensione che prevedeva la cancellazione dei benefici tariffari per gli Stati Uniti in caso di mancato rispetto dell’accordo. Alla fine, il Parlamento ha concesso più tempo agli Stati Uniti, fino alla fine dell’anno, per rimuovere le sovrattasse superiori al 15% sui componenti in acciaio, rinunciando a richiedere ciò come condizione preliminare.
Un altro aspetto controverso ha riguardato le clausole cosiddette “sunrise” e “sunset”. La clausola “sunrise”, che avrebbe reso operativo l’accordo solo dopo il pieno adempimento degli impegni da parte statunitense, è stata eliminata. La clausola “sunset”, che fissa una scadenza all’accordo se non rinnovato, è stata invece posticipata al 2029. L’approvazione condizionata del Parlamento europeo era arrivata dopo mesi di ritardi dovuti sia a iniziative politiche di Trump sulla Groenlandia che a una sentenza della Corte Suprema americana che ha annullato molti dei dazi imposti dal presidente. Il Partito popolare europeo (PPE) ha sostenuto fortemente l’attuazione dell’accordo, considerandolo essenziale per superare l’incertezza che pesa sulle imprese europee e garantire stabilità ai rapporti commerciali con gli Stati Uniti, primo partner commerciale dell’UE.
