Nei cantieri dell’Alta Velocità in Valle di Susa, in particolare a San Didero e Chiomonte, centinaia di antagonisti incappucciati, tra cui molti stranieri, hanno attaccato le forze dell’ordine con bombe carta, pietre, razzi e bottiglie incendiarie. Gli scontri più gravi sono avvenuti a Chiomonte, dove almeno due camionette dei carabinieri sono state incendiate. Il primo bilancio parla di circa cinquanta feriti tra le forze dell’ordine. Gli assalitori, appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, sono riusciti a penetrare nell’area del cantiere, seguendo una strategia coordinata e utilizzando caschi, scudi e maschere antigas.
Durante la manifestazione organizzata dal movimento No Tav, denominata “marcia verso i cantieri della devastazione”, ventimila persone hanno partecipato al corteo partito da Venaus. Una parte del corteo si è divisa in gruppi, con i più radicali impegnati negli scontri armati anche di fionde, petardi, razzi e altri oggetti, parte dei quali sequestrati preventivamente dalla polizia.
Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni per allontanare i manifestanti più violenti. Gli antagonisti sono poi fuggiti nei boschi cambiando abiti per evitare l’identificazione e utilizzando ombrelli per non essere ripresi dai droni della polizia. Gli scontri hanno causato la chiusura dell’autostrada Torino-Bardonecchia tra Susa e Oulx Ovest e la sospensione di alcune corse ferroviarie tra Bardonecchia e Salbertrand per la presenza di manifestanti sui binari a Bruzolo.
Prima della manifestazione erano state imposte restrizioni dal prefetto e dal questore di Torino, includendo divieti e provvedimenti di allontanamento da Venaus. Interventi di solidarietà verso le forze dell’ordine sono arrivati dal Presidente della Repubblica, che ha espresso vicinanza agli agenti feriti, e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha chiesto una condanna unitaria e netta della violenza da parte delle forze politiche e delle istituzioni. La premier Giorgia Meloni ha ribadito che chi aggredisce le forze dell’ordine attacca lo Stato e ha assicurato che chi serve l’Italia non sarà lasciato solo. Anche i vicepremier Salvini e Tajani hanno espresso solidarietà agli agenti, indicando la sinistra come corresponsabile di un clima di delegittimazione verso le forze dell’ordine.
