Nel 2025 i lavoratori minorenni in Italia, tra i 15 e i 17 anni, sono saliti a 81.565 rispetto agli 80.991 dell’anno precedente. Negli ultimi cinque anni, secondo Unicef Italia, il numero è più che raddoppiato, partendo da 35.505 nel 2020. Il 4° Rapporto statistico Unicef ‘Lavoro minorile in Italia’ rileva inoltre che gli infortuni mortali tra i lavoratori minorenni sono stati 7 nel 2024 e 18 tra il 2020 e il 2024. I settori dove i minori sono più impiegati includono il lavoro dipendente, l’agricoltura e collaborazioni nella Gestione separata. Nel 2025, l’incidenza più alta del lavoro minorile è in Trentino-Alto Adige (22,54%), seguita da Valle d’Aosta (17,46%); regioni come Abruzzo, Marche, Puglia e Molise presentano percentuali più basse. Le denunce di infortunio di minori al lavoro sono aumentate nel quinquennio esaminato: dalle 5.815 del 2020 alle 18.820 del 2023 e 18.617 del 2024. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino-Alto Adige coprono insieme oltre il 60% delle denunce.

Secondo Save the Children, in Italia un minore su 15 tra i 7 e i 15 anni (6,8%) è coinvolto in attività lavorative, percentuale che sale al 20% tra i 14-15enni. Nel 2023, il 27,8% dei ragazzi di 14-15 anni ha svolto lavori particolarmente dannosi per l’istruzione e il benessere psicofisico, come attività continue in orario scolastico o durante la notte. I settori più colpiti dal lavoro minorile sono ristorazione (25,9%), commercio al dettaglio (16,2%), agricoltura (9,1%), cantieri (7,8%) e lavori online (5,7%). Save the Children richiama la necessità di dati aggiornati e misure concrete contro la povertà, l’abbandono scolastico e lo sfruttamento dei minori.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato in un messaggio che il lavoro minorile resta una grave violazione dei diritti dell’infanzia, legata a povertà, disuguaglianze e crisi umanitarie. Seppur i minori al lavoro nel mondo siano diminuiti da 246 a 138 milioni negli ultimi 25 anni, nel 2025 oltre 54 milioni svolgono attività pericolose. In Italia, il fenomeno si manifesta anche nel lavoro sommerso, nelle piattaforme digitali e tra chi è vittima di tratta o abbandono scolastico. Mattarella ha ribadito il ruolo chiave della scuola e di sistemi di protezione per ridurre il fenomeno.

Infine, il ministro Giuseppe Valditara ha evidenziato il risultato di aver riportato mezzo milione di studenti tra il 2023 e il 2025 nel sistema scolastico, considerandolo fondamentale nella lotta contro il lavoro minorile.