Durante un’audizione del Congresso sulle politiche delle città santuario, Jessica Gorman, madre di Sheridan Gorman, una studentessa universitaria di 18 anni uccisa a Chicago a marzo, ha accusato i politici e i leader locali di non aver protetto i cittadini americani. Sheridan è stata uccisa mentre si trovava con amici sul lungolago per vedere l’aurora boreale, da un uomo mascherato identificato da Gorman come Jose Medina, immigrato venezuelano accusato di essere presente illegalmente negli Stati Uniti, con precedenti reati e un mandato di cattura in sospeso. Gorman ha chiesto ai legislatori di spiegare perché le persone presenti illegalmente siano più tutelate dei cittadini americani e ha criticato le politiche che impediscono la collaborazione con le autorità federali per il rimpatrio degli immigrati irregolari. La discussione è stata accesa: i repubblicani hanno sottolineato come tali politiche mettano a rischio la sicurezza pubblica, mentre i democratici hanno sostenuto che le città santuario contribuiscono a mantenere la fiducia tra le comunità immigrate e le forze dell’ordine locali. Alcuni democratici hanno inoltre criticato che sia la quarta audizione sulle città santuario e invitato a esaminare piuttosto le politiche di immigrazione dell’amministrazione Trump. Gorman, durante la sua testimonianza, ha espresso dolore e sconforto per la perdita della figlia e ha dichiarato che, pur non essendo una persona abituata a parlare in pubblico, è stata costretta dagli eventi a intervenire per chiedere responsabilità.
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