Durante la visita ufficiale a Pechino, Xi Jinping ha accolto Donald Trump sottolineando che le relazioni tra Stati Uniti e Cina sono tra le più importanti al mondo e ribadendo la necessità che i due Paesi siano partner, non rivali. Tuttavia, ha dichiarato in modo fermo l’irremovibilità della Cina sulla questione di Taiwan, identificata come una linea rossa che, se superata, potrebbe portare a scontri o conflitti tra le due potenze. Nel corso dei colloqui, Pechino ha ribadito la sua nuova posizione, più assertiva rispetto al 2017, evidenziando che il progresso cinese può convivere con la crescita economica americana e manifestando apertura al dialogo, ma senza cedere sulle questioni ritenute esistenziali dal Partito comunista cinese.
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti hanno ottenuto da Xi il sostegno al mantenimento dello Stretto di Hormuz aperto e alla posizione sul nucleare iraniano, anche se la pressione di Washington sulla Cina, alleata di Teheran, ha portato solo parziali risultati. In ambito diplomatico, la questione di Taiwan ha mantenuto il suo peso centrale: la Cina chiede un cambiamento nell’approccio linguistico degli Stati Uniti, mentre l’amministrazione Trump mantiene invariata la sua posizione e rimanda decisioni su forniture militari all’isola, che ammontano a circa 14 miliardi di dollari.
La delegazione statunitense ha incluso importanti figure dell’imprenditoria, tra cui i CEO di Tesla, Nvidia e Apple, segnando l’importanza economica del mercato cinese per molte aziende americane nonostante le tensioni commerciali. Xi Jinping ha insistito sulla necessità di catene di approvvigionamento globali stabili e prevedibili e sull’evitare nuove escalation nei rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Da parte sua, Trump ha descritto l’incontro come estremamente positivo, annunciando l’invito del leader cinese alla Casa Bianca per settembre e definendolo pubblicamente come “un grande leader”.
Nel corso della visita sono state adottate precauzioni di sicurezza digitale dalla delegazione americana, che ha evitato l’uso di dispositivi elettronici personali a causa di possibili minacce informatiche. Xi Jinping ha inoltre citato la “trappola di Tucidide”, facendo riferimento alla necessità di trovare nuovi equilibri globali e di evitare conflitti tra potenze emergenti e dominanti.
