La Notte della Taranta a Melpignano ha visto la partecipazione di circa 150mila persone secondo gli organizzatori. L’evento, diretto dal maestro concertatore Ermal Meta, è stato trasmesso in Eurovisione e ha celebrato temi come accoglienza, relazione e ascolto, sottolineando l’importanza dell’incontro e della contaminazione tra culture diverse. Meta ha composto per l’occasione ‘Nu simu nienti’, lasciando un segno personale nella storia del concertone e interpretando la musica come atto di resilienza e difesa dei valori semplici contro i grandi poteri economici.
Un omaggio speciale è stato riservato agli 80 anni della Repubblica Italiana con una cerimonia in apertura: l’Inno di Mameli è stato reinterpretato con i suoni tipici della pizzica dall’Orchestra popolare, e sono stati trasmessi filmati storici sul voto femminile del 1946. Tra le esibizioni di rilievo, il ritorno di Alessandra Amoroso, originaria di Galatina, che ha cantato e ballato la tradizionale Santu Paulu, e ha inserito nel suo successo ‘Vivere a colori’ elementi della sua terra. Peculiari anche la versione rock di Core meu con Welo, e la rielaborazione di Menamenamò con la voce di Sayf e danzatori in abiti barocchi, evocando sonorità del Rondò veneziano.
Altre interpretazioni da ricordare sono quella di Gisela João, che ha eseguito ‘La cerva’, portando il fado portoghese sulla scena, e quella di Levante in ‘Beddha ci dormi’, insieme alle performance di Giulia Vecchio e Maria Mazzotta rispettivamente per ‘L’acqua de la funtana’ e ‘Libru d’amore’. La notte si è contraddistinta per l’intensità della pizzica, valorizzando la tradizione con poche innovazioni, ma confermando la sua vocazione al dialogo tra le culture mediterranee. Per il prossimo anno, in occasione del trentesimo anniversario, sono attese novità annunciate dal presidente della Fondazione, Massimo Bray.
