Durante i lavori di espansione dello stabilimento Pasta Garofalo a Gragnano, vicino Napoli, tra il 2025 e il 2026 è stata scoperta una necropoli risalente a 2.600 anni fa. Il sito, che si colloca nella prima metà del VI secolo a.C., appartiene all’epoca arcaica del Mediterraneo, ben prima dell’emergere dell’Impero Romano. Gli scavi hanno portato alla luce file di camere funerarie in pietra, resti umani, ceramiche e vari reperti, tra cui oggetti in tessuto, legno e cesti intrecciati, elementi raramente conservati fino ai giorni nostri.
Tra i beni funerari sono stati rinvenuti scarabei egizi, ornamenti in ambra a forma di animale e manufatti in argento e bronzo di origine etrusca. Questi ritrovamenti testimoniano l’importanza storica di Gragnano, punto d’incontro tra le culture greca, egizia ed etrusca grazie alle sue antiche reti commerciali nel Mediterraneo.
L’azienda Pasta Garofalo sottolinea il forte legame con il territorio e la tradizione locale della produzione di pasta; la scoperta rappresenta per la società un ulteriore capitolo della loro storia comune. Il direttore generale Massimo Menna evidenzia l’orgoglio e la responsabilità derivanti da questo ritrovamento, sottolineando la necessità di valorizzare e tutelare il patrimonio culturale del luogo.
Le indagini proseguiranno con l’analisi dei resti osteologici per approfondire la conoscenza della dieta, degli spostamenti e delle condizioni di vita delle antiche comunità della zona durante il periodo arcaico. Questa scoperta si inserisce in una serie di ritrovamenti archeologici simili in Italia negli ultimi anni, che contribuiscono a ricostruire la storia delle civiltà che hanno abitato la penisola.
