Valentino Garavani, uno dei più celebri stilisti italiani, è morto a 93 anni a Roma, nella sua residenza sull’Appia Antica, circondato dai familiari. Nato a Voghera l’11 maggio 1932, era conosciuto come l’ultimo imperatore dell’haute couture e aveva costruito il proprio nome con uno stile inconfondibile e il celebre “rosso Valentino”. La camera ardente sarà allestita nei locali storici della maison in piazza Mignanelli, dove aprì il celebre atelier negli anni Sessanta, mentre i funerali si terranno nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Fondatore dell’omonimo marchio, Garavani aveva scelto Roma come luogo del cuore, pur avendo sfilato spesso a Parigi. Nel corso degli anni, la maison Valentino ha subito diversi cambi di proprietà, passando tra il 1998 e il 2023 da HDP al Gruppo Marzotto, quindi al fondo Permira, alla sceicca Sheikha Mozah e, infine, al gruppo Kering, che ha acquisito nel 2023 il 30% del capitale con possibilità di completa acquisizione entro il 2029. Nel febbraio 2025, insieme a Giancarlo Giammetti, suo socio storico, aveva creato la Fondazione Garavani Giammetti, con l’obiettivo di promuovere arte e moda e di sostenere la formazione dei giovani stilisti. L’ultima mostra della fondazione, inaugurata il 18 gennaio, è stata dedicata all’artista Joana Vasconcelos.

Valentino ha lavorato fino all’ultimo come stilista, come ricordava Giammetti nel 2007: “Disegna abiti anche la notte”. La sua uscita dalla moda fu segnata da tre giorni di fastose celebrazioni a Roma, con invitati internazionali e una retrospettiva all’Ara Pacis. Eventi di gala furono organizzati in luoghi simbolici come il Tempio di Venere e il Parco dei Daini di Villa Borghese.

Nel corso della carriera, Valentino ha introdotto innovazioni come la lettera V nel logo e l’abito da sposa di Jacqueline Bouvier per le nozze con Onassis. Dopo la sua prima collezione a Pitti Moda nel 1962, divenne uno dei couturier più apprezzati al mondo, aprendo boutique in diverse città e lanciando un profumo nel 1991. Diede anche vita all’associazione L.I.F.E per la ricerca sull’Aids insieme a Giammetti.

Dopo il suo ritiro, la direzione creativa della maison è passata a Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, quest’ultima poi approdata a Dior. Piccioli ha guidato la maison fino al 2024, seguito da Alessandro Michele.

Tra le numerose reazioni, la premier Giorgia Meloni ha definito Valentino “maestro di stile ed eleganza” e simbolo della moda italiana, una visione condivisa anche da altre figure istituzionali che ne hanno sottolineato il ruolo nella diffusione del Made in Italy nel mondo.