Un recente studio pubblicato su The BMJ ha rilevato che la sospensione dei farmaci GLP-1 per la perdita di peso porta a un recupero del peso maggiore di quanto si pensasse precedentemente. Secondo i ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno analizzato 37 studi su oltre 9.000 persone trattate mediamente per 39 settimane, dopo l’interruzione della terapia i pazienti riacquistano circa 0,4 kg al mese. Inoltre, viene evidenziato che si assiste a un ritorno dei valori di peso e dei principali indicatori di rischio per diabete e malattie cardiovascolari ai livelli pre-trattamento in meno di due anni.

L’analisi ha mostrato che il recupero del peso avviene quasi quattro volte più rapidamente rispetto all’abbandono di una dieta o di un programma di esercizi. Secondo gli studiosi, il successo iniziale nella perdita di peso ottenuto con i farmaci GLP-1 potrebbe non bastare a mantenere i risultati nel lungo termine. Sono stati però segnalati limiti nei dati relativi ai farmaci GLP-1 più recenti, valutati solo in pochi studi con un follow-up massimo di dodici mesi.

Un editoriale a commento della ricerca, firmato dal dottor Qi Sun del Brigham and Women’s Hospital di Harvard, sottolinea che questi risultati mettono in discussione l’idea dei GLP-1 come soluzione definitiva all’obesità e raccomanda di considerare sempre una dieta sana e uno stile di vita attivo come base del trattamento, utilizzando i farmaci solo come supporto.

Molti pazienti interrompono questi medicinali a causa degli effetti collaterali – tra cui nausea, vomito, diarrea, costipazione, gonfiore, mal di testa, stanchezza e perdita di capelli – così come per il costo, la perdita di massa muscolare e la disidratazione. Dati di uno studio pubblicato nel 2025 su JAMA, che ha coinvolto oltre 125.000 persone in sovrappeso o obese, mostrano che quasi il 47% dei pazienti con diabete di tipo 2 e il 65% di quelli senza diabete smettono il trattamento entro un anno dall’inizio.

Alcuni esperti indicano che un monitoraggio medico personalizzato e l’adozione di dosaggi su misura potrebbero ridurre gli effetti negativi e migliorare la gestione del trattamento. I pazienti anziani risultano particolarmente sensibili agli effetti gastrointestinali, sottolineando la necessità di attenzione medica specializzata durante il percorso terapeutico.