Il Consiglio dei ministri si è riunito per circa venti minuti, affrontando due disegni di legge: uno relativo alla ratifica dell’accordo di cooperazione nel settore della difesa con gli Emirati Arabi Uniti, siglato il 24 febbraio 2025, e uno per la proroga dei termini delle deleghe legislative del Ministero dell’Interno. Durante la seduta è stata rinviata la decisione sull’avvio della procedura di nomina del nuovo presidente della Consob. Federico Freni, sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, era indicato come principale candidato, ma la discussione è stata sospesa. All’interno della maggioranza sono emerse divergenze, con Forza Italia che ha sollevato dubbi sulla scelta di un politico per la guida della Consob. Raffaele Nevi di FI ha sottolineato che la decisione dipende dal leader Antonio Tajani. FdI, attraverso Marco Osnato, ha riconosciuto le competenze di Freni ma ne ha evidenziato il ruolo chiave al MEF. Matteo Salvini e Maurizio Lupi hanno espresso sostegno a Freni, invitando a evitare pregiudizi politici. Durante il consiglio, è stata ribadita da FI la necessità di una figura indipendente, evidenziando possibili rilievi della Corte dei Conti. Si era valutato di nominare Freni solo come componente della Consob, ma il governo ha congelato la pratica per ulteriori approfondimenti sull’indipendenza del futuro presidente.

In mattinata si è svolta una riunione a Palazzo Chigi, presieduta da Giorgia Meloni e con la partecipazione, tra gli altri, dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, del ministro Carlo Nordio e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. La premier Meloni, appena rientrata dall’Asia, aveva annunciato una riunione sul pacchetto sicurezza, che dovrebbe portare a un decreto atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana, come confermato anche da Salvini.

Durante l’incontro, sono state recepite le proposte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presentate in due bozze di decreto legge e disegno di legge, con un clima di condivisione tra i presenti. Alcune misure sul contrasto alla violenza giovanile, inizialmente previste solo nel disegno di legge, potrebbero ora rientrare nel decreto, su cui si sta ancora valutando la modalità di inserimento. Il pacchetto dovrebbe essere approvato entro fine mese in uno dei prossimi Consigli dei ministri, con possibili ulteriori modifiche.