Gli aeroporti europei lanciano un allarme per la carenza di carburante per aerei, legata all’interruzione dei rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz. Aci Europe, l’associazione degli scali europei, ha inviato una lettera alla Commissione UE segnalando che, senza una ripresa significativa dei transiti entro tre settimane, il settore affronterà una carenza sistemica di cherosene, con ripercussioni su voli e vacanze estive. Le riserve si stanno esaurendo a causa dell’impatto delle attività militari e della persistenza della crisi nonostante la tregua in Iran. Il commissario UE all’Energia Dan Jorgensen aveva già segnalato il rischio di razionamento il 3 aprile. Attualmente in Europa manca un monitoraggio coordinato sulla disponibilità di carburante per aerei, e Aci Europe richiede un intervento proattivo delle istituzioni europee. Il problema viene aggravato dall’avvicinarsi della stagione turistica, fondamentale per molte economie del continente. Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha descritto la situazione come la crisi energetica più acuta della storia mondiale, con effetti non solo sull’aviazione ma anche sul settore alimentare a causa della scarsità di fertilizzanti. Birol prevede costi elevati e instabilità prolungata. La Commissione UE ha convocato per il 21 aprile una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti e sta valutando misure d’emergenza, comprese soluzioni normativamente complesse come l’importazione di carburante dagli Stati Uniti e il coinvolgimento dei Paesi del Golfo. Gli effetti della crisi si riflettono già sui prezzi dei biglietti aerei. La situazione nello Stretto di Hormuz risulta ancora instabile e il dossier energetico sarà oggetto di discussione nei prossimi incontri a Bruxelles.
L’allarme degli aeroporti Ue: ‘Tre settimane, poi voli a rischio’
