Il governo sta lavorando a una riforma dei criteri per la selezione delle Commissioni che stabiliscono quali opere audiovisive abbiano diritto al sostegno pubblico. Questa iniziativa segue le polemiche nate dopo la bocciatura del docufilm su Giulio Regeni. La sottosegretaria alla Cultura con delega sul Cinema, Lucia Borgonzoni, insieme al direttore generale Cinema del Ministero della Cultura, Giorgio Carlo Brugnoni, ha incontrato a Roma i rappresentanti di autori, produttori e interpreti per discutere nuove modalità di nomina e composizione delle Commissioni “selettive”. L’obiettivo è introdurre criteri trasparenti e basati sulla competenza, con la selezione dei commissari tramite curricula e iscrizione a un apposito Albo. Si prevede inoltre una turnazione a tempo delle professionalità coinvolte, per garantire maggiore oggettività. I partecipanti riferiscono che l’incontro si è svolto in un clima costruttivo e che la riforma potrebbe essere approvata in tempi brevi, possibilmente prima dell’estate e delle prossime manifestazioni cinematografiche internazionali, come Cannes. Questi eventi in passato sono stati occasione di dissenso verso le politiche governative, come il taglio ai fondi del tax credit e le accuse di discrezionalità nelle scelte di finanziamento. Dopo il “caso Regeni”, sono aumentate le denunce riguardo progetti respinti dalle Commissioni, tra cui quello del regista Carmine Amoroso che segnala la bocciatura del suo film “Attenti al lupo”, dedicato ai confinati omosessuali durante il fascismo, nonostante avesse già ricevuto sostegno per sceneggiatura e pre-produzione. Allo stesso tempo, regista e produttori del film “Alla festa della Rivoluzione” si sono detti offesi dalle critiche, rivendicando la libertà artistica nella scelta dei temi per le opere finanziate.
Il Mic studia la riforma delle Commissioni cinema, tavolo con Borgonzoni
