Il decreto sicurezza prosegue il suo iter alla Camera con la fiducia posta dal governo, che prevede il via libera definitivo entro venerdì. La norma sugli incentivi per i rimpatri, oggetto di critiche, verrà corretta ma non eliminata, come confermato dalla premier Giorgia Meloni, che difende il provvedimento definendolo di buon senso e respingendo le critiche delle opposizioni. In risposta ai rilievi del Quirinale e degli avvocati, il governo intende approvare un decreto ad hoc in Consiglio dei ministri recependo tali osservazioni. La Presidenza della Repubblica non ha rilasciato commenti ufficiali, ma ambienti parlamentari riferiscono che il Capo dello Stato potrebbe voler esaminare il testo del correttivo prima della sua approvazione. Il nuovo decreto, che potrebbe essere approvato parallelamente alla conversione in legge del dl sicurezza, estenderà il contributo non solo agli avvocati, ma anche a mediatori e associazioni, anche se il rimpatrio volontario non si conclude positivamente, aumentando così le coperture finanziarie necessarie. La scelta di rinunciare all’emendamento in corsa è stata dettata, secondo la sottosegretaria Matilde Siracusano, dalla difficoltà di raggiungere un accordo con le opposizioni prima della scadenza del decreto. In Aula, le opposizioni hanno protestato chiedendo chiarezza sulle scelte del governo e hanno occupato i banchi del governo nella Camera, portando alla sospensione della seduta. I rappresentanti del Partito Democratico hanno sollevato dubbi sulle coperture economiche e sulla costituzionalità della norma. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di ‘cortocircuito istituzionale’, mentre le critiche al governo sono continuate da parte di altri esponenti dell’opposizione. Dal governo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato che i rimpatri volontari assistiti sono già previsti da oltre dieci anni e che si lavorerà a una correzione della norma accogliendo alcune sensibilità espresse. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che il governo recepirà i rilievi del Quirinale tramite un altro provvedimento complementare e ha ribadito gli obiettivi di sicurezza del decreto. Il nuovo correttivo allargherà i beneficiari degli incentivi ai mediatori, senza la condizione che il rimpatrio avvenga con esito positivo.