L’amministrazione Trump ha avviato un nuovo sistema chiamato CAPE per rimborsare 166 miliardi di dollari di dazi a importatori statunitensi, in seguito alla decisione della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi alcuni dazi imposti. Il nuovo sistema permette di velocizzare il processo di rimborso, consentendo ai doganieri di effettuare pagamenti elettronici consolidati agli importatori, che dovranno presentare le richieste di rimborso tramite una procedura considerata semplice. Secondo le stime, le richieste dovrebbero essere evase entro 60-90 giorni dalla presentazione, con i primi rimborsi attesi tra metà giugno e metà luglio. Non tutte le categorie di dazi e importatori saranno immediatamente ammesse alla fase iniziale dei rimborsi. L’ampio movimento di rimborsi deriva dalla sentenza della Corte Suprema di febbraio, che ha aperto la strada a quello che potrebbe diventare uno dei maggiori sforzi di restituzione nella storia degli Stati Uniti, dopo che molte imprese hanno pagato miliardi di dollari sotto dazi poi annullati. I dazi, che funzionano come una tassa sulle importazioni, spesso vengono assorbiti inizialmente dalle aziende statunitensi per poi essere trasferiti sul prezzo finale ai consumatori e alle imprese, con conseguenti aumenti su una vasta gamma di prodotti. Nonostante le recenti decisioni giudiziarie, gli esperti ritengono che l’utilizzo dei dazi resti parte centrale della politica economica e commerciale degli Stati Uniti. Dopo la sentenza della Corte Suprema, l’amministrazione ha imposto rapidamente nuovi dazi tramite l’autorità prevista dalla Sezione 122, anch’essi oggetto di ricorsi legali. Secondo Michael Lowell, partner dello studio Reed Smith, i dazi rimarranno una componente stabile almeno per il resto dell’attuale amministrazione. Lowell sottolinea inoltre che i dazi introdotti durante il primo mandato di Trump sono stati mantenuti anche sotto la presidenza Biden, a testimonianza della loro continuità tra le diverse amministrazioni. Alla luce dell’incertezza normativa, viene consigliato alle aziende di affrontare preventivamente la questione dei dazi nei contratti, specificando chiaramente chi ne sia responsabile e come gestire eventuali rimborsi futuri legati a nuove cancellazioni di dazi.