Le principali compagnie aeree statunitensi, incluse United, American e Delta, stanno aumentando le tariffe dei bagagli registrati e i prezzi dei biglietti per compensare il forte rincaro del carburante. Il motivo principale è la crisi in Iran, che ha causato una significativa riduzione del traffico navale nello Stretto di Hormuz, una delle rotte chiave per il commercio mondiale del petrolio. Secondo le analisi del settore, circa il 20% del petrolio globale passa da questa zona, ora sottoposta a blocco navale statunitense e con conseguente calo dell’offerta.

Secondo Airlines for America, la spesa per carburante per alcune compagnie potrebbe aumentare fino a 2 miliardi di dollari nel trimestre. Diverse compagnie, oltre a inserire sovrapprezzi sui voli più lunghi, stanno anche alzando i costi dei servizi aggiuntivi, come i bagagli registrati.

Le dichiarazioni del CEO di Delta Air Lines, Ed Bastian, hanno sollevato proteste tra i viaggiatori. Durante una recente chiamata agli investitori, Bastian ha dichiarato che l’azienda manterrà i livelli di prezzo raggiunti anche qualora i costi del carburante dovessero diminuire, con l’obiettivo di aumentare i margini di profitto. Questi commenti hanno generato critiche sui social, dove molti utenti hanno accusato le compagnie di sfruttare la situazione per mantenere alti i prezzi in modo permanente.

Nonostante l’aumento delle tariffe, la domanda nel settore resta elevata, specie per i posti premium. United Airlines ha annunciato rincari sui biglietti fino al 20% per compensare l’aumento del costo del carburante e stima che anche in futuro i prezzi potrebbero restare alti se la situazione del petrolio non migliorerà. Diverse compagnie hanno confermato l’intenzione di coprire integralmente i rincari del carburante con l’aumento delle tariffe.