Il prezzo del petrolio registra un forte aumento dopo il sequestro di una nave iraniana nello stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti. Il Brent cresce del 5,53% raggiungendo i 95,38 dollari al barile, mentre il WTI sale del 6,19% arrivando a 89,04 dollari. Sui mercati, la Borsa di Milano apre in calo in un clima di incertezza dovuto ai negoziati tra Stati Uniti e Iran e alle difficoltà legate alla riapertura dello stretto di Hormuz. L’indice Ftse Mib scende dell’1,38% a 48.193 punti. Tra i titoli principali, si registrano ribassi per Stellantis (-2%), Buzzi (-1,8%) e Unicredit (-1,7%), mentre il settore energetico mostra rialzi: Eni (+2,8%), Saipem (+2,2%) e Tenaris (+1,7%). Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 74 punti, con il rendimento del decennale italiano fermo al 3,72%. Le banche appesantiscono il listino principale, con cali per Intesa (-1,6%), Unicredit (-1,2%), Bper (-0,9%) e Banco Bpm (-0,2%). Fanno eccezione Mps (+0,5%) e Mediobanca (+0,6%). Nel settore assicurativo si rilevano flessioni per Unipol (-0,7%) e Generali (-0,4%). Vendite anche nel comparto lusso, con Cucinelli e Moncler in calo dello 0,6%. L’aumento dei prezzi del petrolio e del gas sostiene i titoli energetici, in particolare Eni (+2,6%), Saipem (+1,9%)—che annuncia un nuovo contratto per la bioraffineria di Priolo,—e Tenaris (+1,3%). In salita anche A2a (+0,7%), Hera e Italgas (+0,5%). Le principali borse europee aprono in negativo: Parigi cala dell’1,32%, Francoforte dell’1,28% e Londra dello 0,47%. L’ipotesi di un intervento sui tassi da parte delle banche centrali contribuisce a sostenere i rendimenti dei titoli di Stato.