Durante la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, nell’hotel Hilton di Washington, un uomo ha aperto il fuoco nella lobby, a pochi metri dal presidente Donald Trump e dai principali membri del suo governo, tra cui il vice JD Vance, l’attorney general Todd Blanche e il capo dell’FBI Kash Patel. Nell’hotel erano presenti circa 2.600 giornalisti, che si sono riparati sotto i tavoli e dietro le colonne, terrorizzati dal boato e dai numerosi spari.
Il presidente e i principali membri del governo sono stati immediatamente evacuati dal Secret Service secondo le procedure di emergenza. L’aggressore, Cole Tomas Allen, 31 anni, della California, è stato fermato dopo essere stato colpito da un agente, mentre un altro agente è rimasto ferito ma non è in pericolo di vita grazie al giubbotto antiproiettile. Allen aveva con sé più armi, tra cui un fucile a canna liscia, una pistola e dei coltelli.
Donald Trump ha parlato alla stampa subito dopo l’esplosione dei colpi, riferendo che si è trattato di un “lupo solitario” intenzionato a uccidere, e ha ringraziato la first lady Melania per il supporto dimostrato durante l’emergenza, promettendo che l’evento sarà riorganizzato entro un mese. Trump ha anche invitato tutti gli americani, senza distinzioni politiche, a superare le differenze in modo pacifico, ricordando i recenti attacchi contro esponenti repubblicani e della destra, come Charlie Kirk.
L’episodio ha suscitato forti reazioni tra giornalisti e cittadini della capitale. Un inviato italiano e il veterano della CNN Wolf Blitzer hanno descritto momenti di forte panico durante la sparatoria. Resta ora da chiarire come sia stato possibile che un uomo armato sia riuscito a entrare in un evento con così alte misure di sicurezza.
