Il tribunale per i minorenni di Venezia ha deciso di inviare alla Corte Costituzionale la questione relativa alla normativa sulle adozioni, contestando possibili effetti irragionevoli e discriminatori per le coppie omosessuali unite civilmente. L’ordinanza arriva in seguito a un ricorso presentato da una coppia di quarantenni veneziani, uniti civilmente, che desidera adottare un bambino ospitato in un orfanotrofio all’estero. La coppia, secondo il tribunale, dispone delle risorse economiche necessarie per occuparsi di minori in stato di abbandono. I due hanno affermato di voler essere valutati per la loro capacità di offrire accoglienza e possibilità a un bambino senza punti di riferimento. L’avvocata Valentina Pizzol, che assiste la coppia, sottolinea che, in caso di divorzio, ciascuno dei partner potrebbe adottare autonomamente e poi eventualmente ricostituire una unione civile, eludendo l’attuale divieto. Il tribunale evidenzia che questa normativa risulta discriminante sia per le coppie unite civilmente sia per i bambini e appare in contrasto con i principi della Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Nell’ordinanza si precisa che il matrimonio non rappresenta più l’unico criterio per qualificare il rapporto di filiazione, e che il divieto non risponde più a una finalità meritevole di tutela, traducendosi invece in una discriminazione sostanziale. La Corte costituzionale, nel 2023, aveva già riconosciuto la possibilità di adozione ai single, ma non alle coppie in unione civile.