Durante i lavori per la costruzione di una strada tra Borgo Veneto e Carceri, nel comune di Ponso, a circa 70 chilometri a sud-ovest di Venezia, operai impegnati nella bonifica da ordigni bellici hanno trovato i resti di un antico santuario risalente al V secolo a.C. L’annuncio è arrivato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Padova, Treviso e Belluno. Gli archeologi hanno identificato grandi strutture di fondazione rettangolari considerate templi, tra cui uno in stile periptero, circondato da colonne su tutti i lati. Sono stati rinvenuti frammenti di colonne, blocchi in pietra e numerose iscrizioni, alcune in latino, altre nella lingua antica dei Veneti, il venetico. Diverse epigrafi appaiono di carattere votivo, legate cioè a pratiche religiose del tempo.

Secondo le prime analisi, alcune pietre iscritte sono state riutilizzate in pavimentazioni realizzate nel I secolo d.C., la cui funzione resta ancora da chiarire. Gli studiosi ipotizzano che una diramazione del fiume Adige abbia, in passato, allagato l’area. Le scoperte suggeriscono una continuità di utilizzo e trasformazione del sito nei secoli, anziché un suo totale abbandono, e indicano che il santuario mantenne un ruolo rilevante anche durante l’epoca romana, pur assumendo forme e significati diversi rispetto alle fasi precedenti.

Questo ritrovamento si aggiunge a recenti importanti scoperte archeologiche in Italia, tra cui una vasta necropoli in Trentino datata all’Età del Ferro e i resti di una città romana vicino all’Appia Antica. Le indagini nell’area del santuario proseguono per approfondire la conoscenza delle pratiche religiose nell’antico Nordest italiano.