Spagna e Capo Verde hanno concluso a reti inviolate la loro prima partita ai Mondiali 2026. La nazionale spagnola, campione d’Europa e tra le squadre più attese, ha offerto una prestazione deludente e priva di vivacità. Gli attacchi sono risultati lenti e prevedibili e neppure l’ingresso a partita in corso di Yamal, Nico Williams e Merino, tutti reduci da infortuni, è servito a cambiare il risultato. Capo Verde, alla sua prima partecipazione al torneo, ha mostrato organizzazione e determinazione ed è riuscita a contenere senza eccessive sofferenze le offensive spagnole.

Il portiere di Capo Verde, Vozinha, si è distinto per alcune parate decisive, fermando tra l’altro Ferran Torres e Laporte. L’ex laziale Jovane Cabral si è messo in evidenza sulla fascia, mentre Livramento ha provato, senza successo, ad impensierire i difensori spagnoli. Note anche per il giovane Cabral, ammonito nella sua prima esperienza mondiale.

Dall’altra parte, la Spagna ha faticato soprattutto a centrocampo: Rodri è apparso fuori forma e Gavi, anche lui al rientro da un infortunio, non è riuscito a incidere. Pedri ha provato a dare vivacità senza riuscire a rendere l’attacco incisivo. Ferran Torres ha colpito una traversa, ma complessivamente l’attacco è risultato poco pericoloso.

Il tecnico spagnolo De La Fuente, alla guida della nazionale dopo le esperienze giovanili e i recenti successi in Nations League e all’Europeo, ha mantenuto la sua serie positiva di risultati utili, ma il pareggio pesa come una sconfitta. Prima della gara, aveva dichiarato di allenare la squadra favorita per il titolo, ma dopo l’esordio il percorso delle “furie rosse” appare più difficile del previsto anche per le prestazioni sotto tono di alcuni giocatori chiave.

Capo Verde, allenata da Bubista – il tecnico meno pagato dei Mondiali – ha guadagnato un punto storico e mostra la volontà di continuare a stupire. Il prossimo impegno della Spagna sarà nel Girone H, che comprende anche Arabia Saudita e Uruguay.