Il governo ha annunciato un passo indietro sulle recenti misure riguardanti le pensioni, in particolare sulla stretta legata ai riscatti della laurea, che non subiranno tagli retroattivi. La premier Giorgia Meloni ha comunicato in Aula che il Ministero dell’Economia sta già lavorando alle modifiche. Non è ancora chiaro se verranno riviste anche le nuove regole sulle finestre pensionistiche, come chiede la Lega, che ha presentato un emendamento per cancellare entrambe le restrizioni, suggerendo dal 2033 un eventuale aumento dell’Irap come clausola di salvaguardia. Divergenze e critiche sono emerse all’interno della maggioranza, con esponenti della Lega e di Forza Italia che hanno criticato la proposta e attribuito la responsabilità a tecnici e burocrati del Mef. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle, da Avs e da Italia Viva, hanno duramente attaccato la misura definendola dannosa per giovani e anziani. Intanto la manovra finanziaria avanza rapidamente in Parlamento: il voto al Senato è previsto per lunedì prossimo e quello alla Camera tra Natale e Capodanno. In commissione è stato approvato un numero limitato di emendamenti, soprattutto su temi bipartisan come gli enti locali; tra le novità, più tempo ai comuni per la presentazione dei piani sulla raccolta rifiuti e sulla Tari, lo stop al blocco dei trasferimenti per enti locali inadempienti e l’assegnazione di 2,5 milioni alle case colpite dal sisma nelle Marche e in Umbria. È stato invece ritirato l’emendamento per l’aumento della soglia dei pagamenti in contanti da 5.000 a 10.000 euro, mentre la tassazione sull’oro sembra non destinata a procedere. Infine, emergono dati Inps secondo cui, per accedere alla pensione anticipata nel 2035, saranno necessari oltre 44 anni di contributi.