Gli attivisti italiani della Flotilla, rientrati oggi da Israele, hanno raccontato di aver subito maltrattamenti dopo l’abbordaggio delle imbarcazioni dirette verso Gaza. Il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani, fra i primi tornati in Italia, riportano percosse, umiliazioni e abusi, che non hanno risparmiato donne e anziani. Carotenuto riferisce di essere stato tenuto in un container dove veniva spogliato, esposto al freddo e picchiato, così come altri attivisti, alcuni dei quali trasportati in infermeria con gravi lesioni. Mantovani aggiunge che sono stati ammanettati e incatenati alle caviglie fino all’imbarco sul volo di ritorno, mentre ai malcapitati veniva sottratto anche il portafoglio.

Anche altri testimoni, come Vittorio Sergi, hanno descritto il porto di Ashdod come un luogo circondato da container e filo spinato, dove venivano regolarmente picchiati per azioni minime come alzare la testa o tentare di sedersi. Antonella Bundu, presente ad Ashdod, segnala il caso di una ragazza con epilessia che sarebbe stata colpita alla testa.

Tutti i 430 attivisti internazionali della missione sono stati rilasciati e hanno lasciato Israele tramite voli charter, con gli italiani costretti a pagare personalmente i biglietti di rientro, come spiegato dalla portavoce Maria Elena Delia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che l’assistenza è stata fornita nei limiti di competenza, ma le spese per i biglietti non sono coperte dallo Stato.

Sul fronte legale, la Procura di Roma ha acquisito un video pubblicato dal ministro israeliano Ben Gvir, dove gli attivisti appaiono bendati, inginocchiati e derisi. Le testimonianze raccolte e la denuncia presentata dagli avvocati ipotizzano i reati di sequestro di persona, torture, violenze e abusi sessuali, in violazione della Convenzione Onu. Gli attivisti saranno ascoltati dalle autorità, mentre il team legale internazionale annuncia azioni anche presso la Corte penale internazionale contro ufficiali israeliani.

Il governo italiano ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea di valutare sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir per gli atti definiti lesivi dei diritti umani commessi contro i membri della Flotilla in acque internazionali.