A dieci anni dal terremoto del 24 agosto che ha colpito il Centro Italia, il 66,3% degli interventi pubblici programmati nei territori del cratere non ha ancora visto l’avvio dei cantieri. È quanto emerge dal report ‘Dieci anni dopo: i dati raccontano’ di ActionAid, basato su informazioni aggiornate al 30 aprile 2026. Gli interventi previsti sono 3.667, per un valore di oltre 4,85 miliardi di euro, ma solo il 33,6% è in fase esecutiva o conclusiva.

Situazioni analoghe si riscontrano nelle regioni colpite: nelle Marche il 66,4% degli interventi non è ancora partito, in Abruzzo il 61,5%, nel Lazio il 69,7% e in Umbria il 69,2%. Nei 44 comuni più colpiti si contano 1.544 interventi previsti, del valore di circa 2,1 miliardi di euro, ma il 66,8% di questi è ancora fermo alle fasi preliminari. Solo il 18,4% ha raggiunto la fase di fine lavori o collaudo.

Secondo ActionAid, questi ritardi non sono solo una questione tecnica o amministrativa: la mancata ricostruzione di scuole, municipi o strutture sanitarie incide direttamente sulla vita delle comunità, indebolendo i servizi e il legame con il territorio. L’organizzazione evidenzia, inoltre, l’assenza di strumenti informativi unificati, accessibili e aggiornati, sottolineando la frammentazione e incompletezza dei dati disponibili.