La Commissione Europea mantiene una posizione prudente sulle richieste dell’Italia, che chiede l’estensione della deroga al Patto di Stabilità per le spese relative alla crisi energetica. I portavoce della Commissione hanno sottolineato che la priorità è sfruttare i finanziamenti UE già stanziati, pari a circa 300 miliardi di euro, di cui 95 miliardi sono ancora disponibili. Questi fondi derivano da strumenti come Next Generation EU, fondi di coesione e il Fondo per la modernizzazione. È stata anche ricordata la maggiore flessibilità sul quadro degli aiuti di Stato.
La presidente Ursula von der Leyen ancora non ha risposto alla lettera della premier Giorgia Meloni, ma valuta la richiesta considerando sia la situazione in Iran sia le posizioni dei vari Paesi membri. Il governo italiano insiste sulla necessità di strumenti più incisivi contro la crisi, mentre la Commissione rimanda a decisioni future e osserva l’evolversi delle trattative tra gli Stati membri. Un ruolo chiave potrebbe giocarlo la Germania, che mantiene una linea rigida contro l’aumento del debito pubblico europeo.
Sul fronte interno, il governo italiano valuta possibili misure straordinarie in vista della scadenza del taglio delle accise e presta particolare attenzione al settore dell’autotrasporto. Intanto, le opposizioni criticano l’attuale esecutivo per la gestione economica e per le richieste fatte all’Unione Europea.
