Il Garante Privacy ha approvato lo schema di decreto legislativo che adatta la normativa italiana all’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento regola l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia, stabilendo limiti e condizioni per il trattamento dei dati biometrici e l’utilizzo di tecnologie di identificazione biometrica a distanza. L’Autorità sottolinea la necessità di chiarire la supervisione umana nei sistemi di IA, definire meglio le responsabilità nei progetti di ricerca e sperimentazione e coinvolgere il Garante nelle sperimentazioni normative che prevedono trattamenti di dati personali. Viene inoltre richiesto un rafforzamento delle garanzie sulla qualità delle banche dati biometriche. Secondo il Garante, il trattamento generalizzato dei dati biometrici per chi accede a luoghi o eventi pubblici non rispetta l’AI Act, che prevede il riconoscimento facciale solo in caso di ricerche mirate. L’elaborazione dei dati biometrici deve quindi avvenire solo sulle registrazioni già esistenti e in presenza di specifiche esigenze operative, evitando raccolte preventive di dati. Infine, l’Autorità chiede che sia previsto il divieto esplicito di utilizzare banche dati ottenute tramite scraping indiscriminato o in violazione delle norme sulla protezione dei dati personali, anche per quanto riguarda l’articolo 359-ter del codice di procedura penale.
AI Act, Garante Privacy ‘rafforzare le tutele per i dati biometrici’
