L’FBI ha annunciato una ricompensa di 200.000 dollari per informazioni che portino all’arresto e alla condanna di Monica Witt, ex specialista dell’intelligence dell’Air Force statunitense, accusata di spionaggio a favore dell’Iran. Witt, nata a El Paso nel 1977, si è arruolata nell’Air Force nel 1997 e ha ricoperto incarichi chiave come membro dell’equipaggio RC-135 e successivamente come agente speciale dell’Air Force Office of Special Investigations (AFOSI), partecipando a missioni in Medio Oriente e ottenendo accesso a programmi segreti e informazioni riservate, comprese identità di fonti e agenti statunitensi.
Conclusa la carriera militare nel 2008, ha lavorato come consulente governativa fino al 2010, conseguendo nello stesso periodo una laurea presso l’Università del Maryland e iscrivendosi a un master in studi mediorientali alla George Washington University. Secondo quanto riferito, già nel 2012 avrebbe iniziato a pianificare la defezione verso l’Iran, concretizzata durante un viaggio a Teheran per partecipare a una conferenza anti-occidentale, dove si sarebbe pubblicamente convertita all’Islam e avrebbe fornito le proprie credenziali ai servizi iraniani.
Dal 2013, Witt avrebbe collaborato con la giornalista naturalizzata iraniana Marzieh Hashemi per ottenere la residenza in Iran. Durante questo periodo si sarebbe spostata tra più Paesi e avrebbe comunicato piani per rivelare informazioni segrete qualora non fosse riuscita ad arrivare in Iran. Una volta a Teheran, avrebbe consegnato ulteriori dati sensibili e, tra il 2014 e il 2015, contribuito alla creazione di “target packages” contenenti nomi di agenti di controspionaggio statunitensi, oltre a collaborare con hacker iraniani nella produzione di malware mirato a ex colleghi dell’intelligence.
Witt è stata incriminata con altri quattro sospettati per vari reati tra cui cospirazione per la diffusione di informazioni sulla difesa nazionale, intrusione informatica, furto d’identità aggravato, oltre all’assistenza a questi atti. Le autorità statunitensi la ritengono attualmente residente in Iran e ribadiscono l’invito a chiunque abbia informazioni utili a segnalarle all’FBI.
