L’Iran consentirà all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di ispezionare i propri siti nucleari e avviare identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito, come comunicato dall’inviato del presidente Trump al Congresso USA. L’accordo, firmato tramite blockchain e non secondo le modalità tradizionali dei trattati, segnala un cambiamento nei rapporti internazionali. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che i negoziati a Lucerna dipendono dalla posizione iraniana e potrebbero svolgersi nel fine settimana, mentre la cerimonia ufficiale è stata annullata. Con la riduzione dei prezzi di petrolio e gas, gli Stati Uniti hanno già permesso a navi iraniane di transitare nello stretto di Hormuz e tolto il blocco sul traffico marittimo da e verso i porti dell’Iran.
La guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha concesso l’autorizzazione all’accordo nonostante alcune riserve personali, in considerazione dell’impegno assunto dal presidente Pezeshkian. Da giovedì 18 giugno decorrono i 60 giorni per negoziare i dettagli dell’intesa, prorogabili su consenso delle parti. Intanto, un Boeing C-17 dell’aviazione USA è atterrato a Emmen, vicino Lucerna, per trasportare mezzi destinati alla delegazione statunitense. Il Ministero degli Esteri svizzero ha accolto positivamente la firma del Memorandum of Understanding tra USA e Iran, considerandolo un passo verso l’allentamento delle tensioni nella regione. Tuttavia, molti dettagli del Memorandum a 14 punti restano irrisolti.
Tre sono le questioni principali: la prima riguarda le modalità e i tempi dell’operazione di “downblending” (diluizione dell’uranio arricchito) sotto supervisione Aiea e l’effettivo potere degli ispettori ONU; la seconda è legata al Libano, dove l’Iran minaccia la rottura dei negoziati se Israele non ritirerà le sue truppe, situazione complicata dalla posizione di Hezbollah e dal fatto che il premier Netanyahu si è chiamato fuori dai negoziati; la terza concerne la tempistica per lo sblocco dei beni iraniani congelati e la rimozione delle sanzioni, che Teheran sollecita entro 30 giorni, mentre Trump condiziona alle verifiche sui progressi nucleari.
Gli Stati Uniti manterranno la pressione sull’economia iraniana finché il comportamento del Paese non cambierà sostanzialmente. Pur tra critiche e pressioni interne, Trump ha smentito che vi sia un pagamento USA da 300 miliardi di dollari all’Iran, come sostenuto dai democratici, bollando la notizia come propaganda. A Lucerna restano aperti i preparativi per i colloqui con la partecipazione di Pakistan e Qatar in veste di mediatori, ma il negoziato dovrà ancora superare numerosi ostacoli.
